“La ragione degli altri”, in scena al teatro dell’Unione a Viterbo

Domenica 28 alle ore 18 al Teatro dell’Unione di Viterbo, va in scena “La ragione degli altri”, regia di Tato Russo, da Luigi Pirandello.
Con Renato De Rienzo, Massimo Sorrentino, Armando De Ceccon, Giulia Gallone, Francesco Ruotolo, Giorgia Guerra, Claudia Balsamo, Riccardo Citro.
Scene Peppe Zarbo, Costumi Giusi Giustino, Musiche Zeno Craig, Disegno Luci Roger Lafontaine.
Assistenti alla regia Davide Sacco, Riccardo Citro.
Responsabile Tecnico Giuseppe Zarbo. Realizzazione Costumi Sartoria Farani e Dominorosa. Parrucche Artimmagine Napoli. Scarpe Di Domenico Napoli. Amministratore Renato De Rienzo.

Tato%20Russo

Tato Russo

LA STORIA
“La ragione degli altri” fu ricavata da Pirandello da una sua novella dal titolo “Il nido”. La storia ci descrive un insolito impianto borghese dove la moglie tradita consente suo malgrado al tradimento del marito facendosene una ragione; il marito consente a continuare il rapporto con la moglie, a scapito dell’amore verso l’amante e l’amante consente a farsi una ragione della necessità del marito a non distruggere la relazione con la moglie. Insomma ognuno si inventa una maschera per sopravvivere all’inganno reciproco.
L’arrivo in casa della coppia del padre della moglie sconvolge il silenzioso equilibrio che si era stabilito tra le parti e scompagina le ragioni d’ognuno ad accettare quel tipo di relazione, La regia e la riscrittura pone Pirandello contro Pirandello, cercando di guadagnare al di là di ogni sofisma e d’ogni poetica stantìa la tragicità della storia evitandogli la chiave del grottesco e seppellendo tutto nel mare degli egoismi d’ognuna delle parti in gioco: personaggi non più fatti teorema e dimostrativi di un gioco che è solo dell’autore, ma che diventano carne autentica e tragedie di vita vissute non solo come fantasmi disposti solo ad obbedire a un ordine retorico e puramente razionale e dimostrativo ma conseguenti ai dettami del cuore e delle lacrime d’ognuno.
La storia resa libera così dalle maniere letterarie del Novecento e proponendo un Pirandello senza Pirandello diventa di una attualità evidente e odiosa dove le ragioni degli altri prevalgono sempre sui diritti degli ultimi.

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