Amanda Knox si racconta negli atenei Usa, alla faccia delle comari

di Francesco Castellini – Apriti cielo, il mondo delle comari s’indigna. Amanda Knox, che ha passato 4 anni della sua vita in una galera italiana, con la paura e la prospettiva di trascorrerci l’intera esistenza, una volta assolta e dichiarata innocente agli occhi della giustizia, ha deciso di raccontare la sua terribile disavventura vissuta a Perugia.
E si sa come vanno le cose in America. Essendo un personaggio, diventata famosa nonostante lei, adesso per esternare tutti i suoi stati d’animo ed esprimere il suo disappunto per tutti i tormenti subiti, verrà pagata per parlare del caso Kercher (la studentessa inglese uccisa a Perugia nel novembre de 2007) e del processo che l’ha vista suo malgrado protagonista.
La 30enne di Seattle ha firmato un contratto per tenere alcune conferenze nelle università statunitensi. Il compenso previsto è di circa 9mila dollari a lezione, oltre al rimborso spese.

E si è subito gridato allo scandalo
La notizia, rimbalzata in un attimo da un continente all’altro, ha prevedibilmente indispettito tutti i colpevolisti che in questi anni si sono accaniti a sentenziare senza prove e senza appello sulla sua persona.

WORLD_NEWS_ITALY-KNOX_2_ABA-e1478495635414Evidente non è bastato alle tante comari il fatto che la ragazza, travolta dalla macchina giudiziaria italiana, sia stata accusata e tenuta prigioniera ingiustamente, per essere assolta prima dalla Corte d’Appello di Perugia il 3 ottobre 2011, poi in via definitiva dalla Cassazione il 28 marzo 2015,  dichiarandola a tutti gli effetti estranea e non colpevole dell’efferato delitto commesso in via della Pergola.
Lei oggi, ritornata a vivere libera nel suo Paese, sente evidentemente il bisogno di riabilitarsi e di buttare fuori tutta la sua rabbia. Tanto che, pensando all’inferno che ha vissuto, si difende così: «Sono stata additata come il diavolo», rivelando nei dettagli tutti i retroscena della discutibile e tormentata vicenda processuale che l’ha vista coinvolta.

Le reazioni della famiglia Kercher
La notizia delle conferenze tenute da Amanda Knox ha scatenato la reazione della famiglia della vittima. Il legale Francesco Maresca ha subito commentato: «Amanda Knox dovrebbe pensare alla sua vita senza continuare a parlare di questa triste faccenda da cui lei è l’unica a trarre profitto, in termini sia di fama che di soldi».

Ma la giustizia non prevede l’accanimento sulle vittime
Dimenticando però che Amanda ha già pagato troppo per colpe non commesse, ed è solo un’altra vittima di questa brutta storia, che peraltro non ha ancora un colpevole. E che accanirsi contro un’innocente che ha passato le pene dell’inferno e a cui per un lungo periodo le è stato precluso il futuro, non solo non porta a nulla ed è cosa priva di coraggio e di senso, ma induce a pensare che si è così rassegnati all’eterna ingiustizia.

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