Il libro di Simone Gubbiotti “Underdog – L’arte dello sfavorito”

di Francesco Castellini – Che strana la vita di un suonatore di jazz. Fai di tutto per rimanere piccolo, nell’ombra, nascosto, umile e discreto, e poi ti ritrovi malgrado tutto sotto le luci della ribalta, a duettare con personaggi che ti facevano compagnia nei poster della tua cameretta. La storia di Simone Gubbiotti è di quelle che lasciano a bocca aperta. Che ancora ha il potere di stupire lui stesso. Come sempre avviene del resto quando ti ritrovi a vivere ai confini della realtà, in un mondo che non avevi nemmeno avuto il coraggio di sognare.

Simone verrebbe voglia di definirlo uno sfavorito di successo, ma anche così è un po’ riduttivo e neanche tanto giusto. Perché poi vai a leggere la sua biografia e ti ritrovi a ripercorrere la vicenda incredibile di un ragazzo che si è ritrovato a volare nel cielo più azzurro, come un aquilone trasportato dal vento. E la cosa più stupefacente ancora è che più lo segui, più ti fai fagocitare dal vortice delle sue traiettorie, e più ti accorgi che alla fine nulla è avvenuto per caso. E’ come se la corrente di un fiume lo avesse preso con sé, avvolto in un abbraccio materno, e portato via, lontano, ma solo per proteggerlo da un cattivo presagio. Lui ha provato a resistere un po’, ma poi giustamente si è lasciato andare. Del resto cosa c’è di più bello che farsi trascinare dalla corrente, che si rivela sempre calda e amica.
E forse non a caso, nonostante le abbia tentate tutte le strade per sfuggire a se stesso, più quel piccolo demonietto che alberga in lui lo ha sempre ricondotto sulla giusta via. E allora ne convieni che non è un caso che sia diventato un suonatore di jazz, “cantando e ballando al ritmo del jazz” (come direbbe De Gregori).

E adesso anche scrivendo a ritmo di jazz. Che bello questo suo libro, appena uscito, dal titolo emblematico “Underdog – L’arte dello sfavorito” – edito da Fng ArtiLife, che la dice lunga sulla sua capacità di raccontarsi con discrezione, modestia, umiltà e talento, anche con le parole. Scorrono quelle pagine e viene in mente uno scultore, che invece di esaltare picchi e curve, gioca tutto di cesello, per togliere, eliminare, arrotondare il più possibile ogni spigolatura.
26229863_10213798285543104_8277908504669835991_nRacconta di sé Simone e tutte le distanze fra lui e il lettore si annullano all’improvviso. Ed è come se in questo suo procedere fra gli astri, la sua stella cometa si preoccupasse soprattutto di non accecare, di non confondere, e di farti osservare infine di più e meglio i suoi quotidiani e stupefacenti traguardi.
Un libro godibile, da leggere tutto d’un fiato. Perché in fondo contiene una morale che vale per tutti: il talento che è in noi non lo potrai mai annullare, non sei tu il padrone, semmai ne sei il suo schiavo. Ma è anche depositario di un altro insegnamento: la vita è come una chitarra, è tutta scritta fra quelle sei corde, basta saperla imparare a suonare.

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