Il Flauto Magico al Brecht di San Sisto

di Stefano Ragni – Chiamatela una fiaba, ma pensatela come una storia per crescere, per diventare migliori. Gli Amici della Musica di Perugia, seriamente impegnati da anni nella diffusione della cultura sonora nell’ambito dell’infanzia, hanno messo a segno un altro bel successo con l’allestimento del Flauto Magico di Mozart.

Ieri pomeriggio, alla 17, il teatro Brecht era pieno di infanti, tutti dell’età delle primarie, accompagnati da genitori e insegnanti. Sul palco erano schierati i componenti dell’insieme Magazzini Babar, una formazione fortemente supportata dalla Fondazione Perugia Musica Classica che ne cura l’utilizzo e la crescita.

A questo proposito il presidente dalla Fondazione, Anna Calabro, enuclea le sue riflessioni su quanto la sua istituzione sta facendo per la diffusione della cultura musicale nell’ambito della scolarità:

«La Fondazione Musica Classica per le famiglie – dichiara la presidente – è una delle sfide che ho affrontato col mio mandato. E questo comprende due momenti salienti. Il primo è la crescita della professionalità di nuclei strumentali e orchestrali composti da giovani maestri umbri. Raccolti nell’Orchestra da camera di Perugia, questi giovani talenti locali sono in grado oggi di affrontare programmi di rilievo che potrebbero benissimo essere esportati nel circuito nazionale. La seconda finalità, quella che mi sta più a cuore, è l’educazione musicale dei giovanissimi. Se è vero che, secondo statistiche nazionali, il consumo della musica classica è sceso del 14%, a fronte di un incremento generale dei consumi culturali quali il teatro e la presenza a mostre d’arte e musei, questo vuol dire che c’è ancora molto da lavorare. Noi, col Progetto Famiglie, andiamo alla fonte e peschiamo nel mondo dell’infanzia, quello più vulnerabile, ma anche quello più plasmabile».

A onor del vero gli Amici della Musica non potrebbero fare di più. Questo Flauto Magico al Brecht è stato uno spettacolo coi fiocchi. Più di duecento bambini sono rimasti a bocca aperta di fronte alle animazioni di Ganini-Luzzati che venivano proiettate sullo schermo alle spalle degli esecutori. E chi conosce la seducente malia del disegno di Luzzati, quei suoi personaggi con gli occhi a mandorla sgranati, un po’legnosi nei movimenti, circondati da farfalle, uccelli e infiorescenze sgargianti e multicolori, sa che un cartone animato che dura cinquanta minuti, in realtà si srotola e si consuma nel corso di un attimo, tanto è avvincente e coinvolgente.

Anche da adulti la vicenda di Tamino e Pamina si segue a bocca aperta, accarezzati dalla musica di Mozart opportunamente modulata dai Babar. Alternando il narratore del film alle voci di Elena Ciancaleoni e Davide Sotgiu, gli strumentisti hanno suonato una ventina dei numeri della partitura valendosi del proprio organico: Filippo Farinelli al piano, Leonardo Ramadori alle percussioni, Eleonora Porzi, Simone Frondini, Stefano Olevano per flauto, oboe e corno.

C’è ancora molta attualità in questo vecchio capolavoro di Mozart. La sua musica, raffinata, i suoi ritmi elettrizzanti, le sue melodie piene di dolcezza vorrebbero insegnarti che le cose te le devi meritare e che, per progredire nella vita devi diventare migliore. Prova dopo prova, esame dopo esame. E l’obiettivo sarebbe quello di un mondo felice, popolato di uomini giusti e di eguali. Dove la giustizia non è una parola, ma un valore.

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