Città di Castello, aperta la ventesima edizione del concorso musicale “Zangarelli”

di Stefano Ragni – Stamane la scuola di musica di Città di Castello era invasa sin dalle prime ore del mattino da nugoli di giovani musicisti, anzi giovanissimi. Flauti, trombe, contrabbassi e tromboni tutti assiepati nella elegante struttura che ospita la prestigiosa istituzione tifernate, legandola per eredità storica alla casa natale di Marietta Alboni, la grande cantante rossiniana che nacque in questo quartiere san Giacomo.

Sono i benefici effetti della apertura della ventesima edizione del concorso nazionale “Enrico Zangarelli”, destinato ai ragazzi delle scuole che hanno attivato l’indirizzo musicale; il che vuol dire centinaia di fanciulli che per tre giorni, dalla Sicilia al Piemonte, saranno ospiti delle strutture recettive cittadine. Inoltre, come ricordano il direttore artistico Marcello Marini e il direttore organizzativo Leonora Baldelli, per la prima volta l’edizione del ventennale sarà aperta ai ragazzi dei Licei musicali.

Nella città che tanti anni fa definimmo quella dove regnava il “buon governo musicale” si producono ancora gli effetti dell’Umanesimo rinascimentale che qui si respira nell’aria: fare della musica una disciplina formativa atta a stimolare la crescita intellettuale e culturale di giovanissimi la cui età è la più soggetta, oggi a distonie sociali e comportamentali.

Tutto nello spirito del personaggio a cui il concorso è dedicato, il non dimenticato Enrico Zangarelli, giornalista, uomo di scuola, docente di letteratura, preside, il primo ad intuire l’importanza dell’introduzione dell’indirizzo musicale nella scuola media.

Animatore delle attività della Camerata strumentale Mori, del circolo Luigi Angelini, il creatore del Festival delle Nazioni, Zangarelli, esponente anche dell’Azione Cattolica, fu anche presidente della Filarmonica Puccini. Cosa che, ieri come oggi, è indice di grande prestigio cittadino.

Nel segno di questa eredità si muove oggi il dirigente scolastico della scuola Alighieri-Pascoli, Filippo Pettinari, che ricorda come le cinquanta scuole che hanno inviato quest’anno i loro allievi appartengano a scuole secondarie di primo grado con progetti musicali inseriti nel PTOF e che pertanto hanno come obiettivo l’inserimento della musica nell’aspetto educativo e didattico del progetto formativo.

Serietà, impegno costanza, rispetto del proprio lavoro sono le caratteristiche proprie dei questi giovanissimi musicisti che anche per questo maggio hanno scelto di concentrarsi nella città del Festival: queste le riflessioni del sindaco Luciano Bacchetta che promette il massimo coinvolgimento dell’amministrazione comunale. Gli fa eco l’assessore alla cultura, Michele Bettarelli, che colloca questo concorso Zangarelli nelle ricorse promozionali della città. Posizione condivisa dall’assessore al turismo, Riccardo Carletti, che non può che compiacersi del tutto esaurito che i duemila ospiti produrranno nelle strutture recettive della città e del comprensorio, con effetti anche sugli alberghi della vicinissima Toscana. In mattinata, ritmi serrati, tutte le aule della scuola sono state utilizzate per le prove strumentali e per i giovani cantanti, perché anche di questo si tratta; adolescenti in età della muta di voce che intonano arie antiche di Gluck e di Tosti, in assoluta controtendenza con il rock e il rap. E poi, vera sorpresa della edizione del ventennale, ci sono anche i giovanetti che, sin dal primo pomeriggio, si sono presentati in san Francesco, per misurarsi con quella tastiera antica che fu protagonista di tante edizioni del festival di santo Stefano che il non dimenticato padre Giorgio Catalani offrì per anni alla città. Il tempio dei conventuali è anche l’ambiente giusto per ospitare le non poche orchestre già èronte a schierarsi nello spazio dell’altare maggiore.

La quadratura, dunque, di un cerchio e di un lasso temporale che guarda al futuro valendosi delle esperienze e delle acquisizioni maturate in un recente passato.

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