Politica, quando l’arbitro “scende in campo”

di Francesco Castellini – In un Paese normale l’arbitro non dovrebbe diventare mai il 12esimo giocatore in campo. Ma in Italia dove la Costituzione pare valere a giorni alterni, e soprattutto viene interpretata a seconda degli occhi di chi guarda, tutto può succedere.

Così dinanzi alla possibilità che il contratto di Governo tra Lega e 5 Stelle venga meno dinanzi al “gran rifiuto” del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul nome del professor Savona, si sono venuti a creare due differenti schieramenti. Da una parte coloro i quali sostengono, Articolo 92 della Costituzione alla mano, che non vi sarebbe nulla di male sulla irremovibile decisione di pretendere un altro nome, dall’altro vi è invece chi fa un ragionamento di tipo strettamente politico. Secondo i fautori di questa seconda posizione, negare la possibilità al professor Savona di ricoprire l’incarico significa di fatto fornire al leader leghista Matteo Salvini una valida scusa per far saltare il tavolo, e dunque invocare le urne. E non è peregrino allora prevedere che sull’onda di spericolate attribuzioni di responsabilità al Capo dello Stato, la Lega possa guadagnare ulteriore consenso elettorale.

Tra i sostenitori di questa seconda lettura, rientra Massimo D’Alema, il quale in un fuorionda ha detto «Se si torna al voto per il veto su Savona, loro prendono l’80%».

Ma ci ha pensato Luigi Di Maio a parlare apertamente di impeachment per Sergio Mattarella. Il capo politico del Movimento 5 stelle è intervenuto telefonicamente a “Che tempo che fa” per essere intervistato da Fabio Fazio e dire: «Se andiamo al voto e vinciamo poi torniamo al Quirinale e ci dicono che non possiamo andare al governo. Per questo dico che bisogna mettere in Stato di accusa il Presidente. Bisogna parlamentarizzare tutto anche per evitare reazioni della popolazione».

«Mi sto convincendo che non siamo un paese libero. Siamo un paese a sovranità limitata. Mi spiace perché domani mattina eravamo pronti ad entrare in ufficio, qualcuno ce lo impedisce, qualcuno lo spieghi a 60 milioni di italiani», ha detto il numero uno del Carroccio da Terni spiegando che durante il colloquio avuto con il presidente della Repubblica è «andato a raccontare quello che avremmo voluto fare da domani mattina. Ma ci è stato detto che un ministro dell’economia non gradito ai mercati, ai tedeschi, all’Europa, alle banche non poteva essere nominato. Questo vuol dire che il voto degli italiani conta poco e che non siamo un paese totalmente libero».

A parlare di impeachment è anche Giorgia Meloni. «È evidente che il Presidente Mattarella è troppo influenzato dagli interessi delle nazioni straniere e dunque Fdi nel caso in cui questo veto impedisca la formazione del nuovo Governo chiederà al Parlamento la messa in stato d’Accusa del Presidente per alto tradimento», dice la leader di Fratelli d’Italia mentre l’altro leader del centrodestra.

Intanto il Colle convoca l’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli per l’incarico da premier.

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