Nuovo nuovo corso di laurea alla Stranieri: “Made in Italy, cibo e ospitalità”

È stato presentato all’Università per Stranieri di Perugia il nuovo corso di laurea triennale in Made in Italy, cibo e ospitalità, unico in Italia a fondere insieme il percorso e gli obiettivi formativi di due classi di laurea: Scienze del turismo e Scienze, culture e politiche della gastronomia.
Attraverso l’interclasse, il corso intende offrire una formazione culturale riguardante il made in Italy nel suo complesso e una formazione tecnico-pratica che consenta di operare nell’ambito delle imprese del made in Italy e nei settori del cibo, della gastronomia e dell’ospitalità.

Gli sbocchi del nuovo corso di laurea
Il laureato potrà lavorare nell’ambito dell’import-export dei prodotti del made in Italy, potrà inoltre operare in aziende del settore turistico, dell’agroalimentare e dell’ospitalità, occupandosi della gestione, del marketing, della promozione e della comunicazione. Principali profili professionali:
specialista nella commercializzazione all’estero di beni e servizi di produzione italiana responsabile delle relazioni pubbliche, del marketing e del commercio di aziende legate al turismo, al settore alimentare e all’ospitalità content creator specializzato sui temi del made in Italy, dell’enogastronomia e della promozione culturale funzionario di uffici pubblici e privati impegnati nella promozione dell’Italia e del Made in Italy

Gli obiettivi formativi
Il nuovo corso prevede di:
– possedere una adeguata conoscenza della cultura e della storia del made in Italy
– possedere una adeguata conoscenza delle discipline di base economiche, geografiche, psicologiche applicate al turismo, al cibo e all’ospitalità
– possedere le conoscenze di base (teoriche, metodologiche e tecniche) per l’analisi dei sistemi di produzione del cibo, dell’enogastronomia e dell’ospitalità
– possedere adeguate conoscenze e competenze nell’ambito del marketing e della comunicazione, finalizzate alla capacità di analisi e alla gestione di strumenti operativi nell’ambito dei sistemi e dei processi di divulgazione e promozione dei prodotti, dei settori e delle culture del cibo e del turismo
– possedere gli strumenti necessari per fare analisi di mercato nell’ambito del turismo e delle produzioni legate al made in Italy
– possedere le conoscenze di base per la gestione di aziende del made in Italy
– possedere una ampia e variegata conoscenza degli ambiti e dei sistemi di produzione agro-alimentare e delle scienze gastronomiche
– possedere competenze relative alle produzioni alimentari certificate

Per informazioni e iscrizioni sul nuovo corso di laurea consultare il sito della Stranieri all’indirizzo http://www.unistrapg.it o scrivere una mail a segreteria.laurea@unistrapg.it oppure collegarsi direttamente al seguente link: https://www.unistrapg.it/node/4605

Il nuovo corso di laurea è stato presentato alla Stranieri alla presenza del rettore prof. Giovanni Paciullo; di Giovanni Capecchi, presidente del nuovo corso di laurea; di Anna Rita Fioroni, presidente dell’Università dei Sapori; Maria Teresa Severini, assessore alla cultura, Turismo e Università del Comune di Perugia; Vasco Gargaglia, direttore di Confcommercio Umbria; Diego Furia, direttore di Coldiretti; Albano Agabiti, presidente di Coldiretti Umbria; Simone Fittuccia, presidente di Federalberghi dell’Umbria.

«Il corso di laurea in Made in Italy, cibo e ospitalità ha spiegato il rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, prof. Giovanni Paciullo – nasce da un progetto condiviso da Coldiretti Umbria, Confcommercio Umbria, Università dei Sapori e, nel corso della progettazione, ha ricevuto apporti collaborativi da Eataly di Oscar Farinetti, l’Università di Pollenzo, la Fondazione Lungarotti, l’Associazione italiana Città dell’Olio, la Fondazione italiana Sommelier, Eurochocolate». «Il nuovo corso – ha aggiunto il Rettore – intende formare un profilo professionale capace di cogliere, rappresentare, progettare, organizzare, gestire l’intreccio tra gastronomia, arte, paesaggio, ospitalità che sono elementi distintivi dell’identità italiana».
Paciullo ha, quindi, sottolineato l’ancoraggio del nuovo corso di laurea alla storica missione della Università per Stranieri, da sempre impegnata a promuovere gli elementi identitari della italianità.
La gastronomia è insieme storia, scienza, economia, agricoltura e politica; a questo proposito il Rettore ha richiamato il manifesto di Slow Food al quale il corso si ispira e che è stato capace di operare un cambiamento di portata planetaria.
Il rettore ha poi sottolineato gli stretti legami del corso con l’iniziativa della Università per Stranieri nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, richiamando il concetto di sovranità alimentare che consiste in un processo di riterritorializzazione come elemento essenziale della sostenibilità sociale ed ecologica, condizione per lo sviluppo dei popoli e dei luoghi.
«Facendo, quindi, riferimento alla parte del corso più direttamente legata alla cultura dell’ospitalità – ha asserito pciullo – che il vero valore aggiunto, nelle politiche che la muovono, è nella dimensione culturale del territorio, nella interazione di risorse intellettuali, di fattori storici, artistici, architettonici e della qualità della vita».
«Ambiente, territorio, arte, cultura, vino, gastronomia – ha concluso il rettore – sono sempre più sovrapposti ed esprimono una domanda unitaria e complessa per la quale il nuovo corso di laurea dell’Università per Stranieri ha l’ambizione di essere una risposta possibile».

Alla presentazione del nuovo corso di laurea non ha voluto far mancare il proprio saluto il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni, impossibilitato a partecipare per inderogabili impegni istituzionali. “L’Umbria – ha dichiarato Mencaroni – ha nel turismo la fuoriserie grazie a cui percorrere a grande velocità la via della crescita e dello sviluppo sostenibile: cibo, gastronomia e ospitalità sono il carburante per far muovere questa fuoriserie. Confcommercio Umbria plaude dunque a questo progetto e partecipa con convinzione, nella certezza che oggi, per affrontare i tanti competitor, per mettere a frutto i plus che la nostra regione e il nostro Paese possono offrire e rafforzarne la capacità attrattiva e l’originalità, bisogna costruirci attorno “cultura” e “scienza”. Essere stati i primi in Italia a varare questo corso di laurea, da cui ci aspettiamo ricadute molto positive, è motivo di soddisfazione e di orgoglio”.

E orgoglio e soddisfazione per l’importante partecipazione al progetto della Stranieri di Perugia è stata espressa anche dalla presidente di Università dei Sapori, Anna Rita Fioroni.
“Siamo fortemente convinti che comprendere il Made in Italy e saperlo declinare con conoscenze e strumenti adeguati rappresenti sempre di più un fattore discriminante nel comportamento di acquisto dei consumatori e quindi una leva strategica determinante per le imprese orientate all’internazionalizzazione ed operanti in settori quali il turismo, l’enogastronomia e l’ospitalità, dove la formazione di qualità è un elemento decisivo di competitività. L’Università dei Sapori, in oltre venti anni di attività, ha saputo guadagnarsi il ruolo di interlocutore autorevole in tutti gli ambiti in cui si affrontano e sviluppano tematiche legate al turismo ed all’enogastronomia, grazie alla particolare sensibilità ed all’attenzione costante che dedica alla valorizzazione del nostro patrimonio territoriale, gastronomico e culturale” Crediamo perciò fortemente nel valore del progetto «Mico», sia nell’articolazione del piano formativo proposto, sia nelle possibilità occupazionali a valle del progetto stesso, capaci di soddisfare nuovi bisogni e colmare gap esistenti come Scuola internazionale di Hospitality”.

Anche la Coldiretti Umbria punta il dito sul primato della nuova scelta formativa della Stranieri. “Si tratta di un’iniziativa di straordinario valore innovativo – ha sottolineato il presidente di Coldiretti Umbria Albano Agabiti – visto che cibo, cultura e turismo rappresentano delle leve strategiche determinanti per la crescita puntando sul legame con il territorio e sulla biodiversità. L’Italia è il Paese che può contare primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare che peraltro ha contribuito a mantenere nel tempo un territorio con paesaggi unici da tutelare e valorizzare nel mondo anche attraverso le nuove generazioni, sempre più interessate ed attratte da quanto ruota su questi temi”.

All’iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, il neo rettore, prof. Giuliana Grego Bolli; Giovanna Zaganelli, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali. Erano, inoltre, presenti rappresentanti ed esponenti del mondo della scuola, dell’imprenditoria e dell’università: Anna Paola Tagliavento dell’Istituto alberghiero “G. De Carolis” di Spoleto insieme alla preside Fiorella Sagrestani; i docenti Emanuele Ascani e Giovanni Granci dell’alberghiero “Cavallotti” di Città di Castello; Eugenio Guarducci, patron di Eurochocolate; Ombretta Uboldi, presidente Fondazione italiana Sommellier; Monica Righini, vicepresidente della Fondazione Italiana Sommelier dell’Umbria; Giuliana Spaterna, coordinatrice Scuola Università dei sapori; Francesca Romano Cassano docente dell’università degli Studi di Perugia.

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