Umbria in fabula

di Francesco Castellini – Welcome in Umbria. Benvenuti in questo luogo antico, impastato di magie e prodigi.

L’Umbria che a volte affiora dalle nebbie come un sortilegio, che sempre si rivela come una favola bella, prezioso scrigno di emozioni.
Qui risplendono capolavori d’arte incuneati in paesaggi incontaminati che custodiscono primitivi incantesimi.
A dicembre poi, in questa terra di mezzo, tutto diventa più arcaico, tutto si accende di nuove suggestioni, di immutate seduzioni, di meraviglie. L’Umbria che si anima come un presepe vivente, capace di mantenere fra le sue pieghe immacolate bellezze, tutte avvolte da un’atmosfera fatata. E non è un caso che in questo periodo diventi ancora più incantevole con i suoi luoghi di culto, con i suoi angoli permeati da una spiritualità autentica.

La terra delle pievi dei conventi, dei santuari e degli eremi. Qui ogni luogo sacro appare all’improvviso dietro una curva, dopo una salita o nascosto da una quinta di querce, e chiede di essere scoperto nella sua gelosa solitudine. Entrarci è davvero un tuffo in un’atmosfera di fede popolare, forse dimenticata, ma che risveglia un’eco profonda in ciascuno di noi. La Via Francigena, per esempio, ha il potere di mettere in contatto con paesaggi sconfinati in una dimensione intimistica da un lato, e di convivialità con gli altri pellegrini, dall’altro.
Ci sono poi certi paesaggi resi eterni dai quadri del Perugino che ricompaiono immutati e perfetti, in cui sembra sentir risuonare ancora le parole di Francesco, che su questa terra non hanno mai smesso di correre libere, come il vento che certi giorni di primavera carezza e scrive la sua gioia e il suo canto sulle colline e sui fili d’erba.
L’Umbria con i suoi Borghi più Belli, con le sue rievocazioni storiche, con la sua ancestrale cultura etrusca e terrigna.
E dunque non c’è solo una ragione in più, ma mille ragioni in più, per esserci, per farsi rapire dai suoi richiami atavici, per viverla e raccontarla, per perdersi e ritrovare in essa (in fondo) la parte migliore di sé.
Perché non può che far bene farsi abbagliare dai suoi tesori splendenti, così come andare alla ricerca di quelli custoditi e celati come gioielli nei suoi 120 musei. Lì c’è racchiusa tutta la sua ricchezza passata, fatta di luce, di arte, di messaggi mistici e divini, di richiami che riportano all’essenza umana, alla purezza dell’anima. Ma è altrettanto vero che in questo luogo trafitto da mille sentieri tutto riconduce alla dimensione dell’umiltà e della spontaneità. Terra che si spiega e si dona, che si concede, senza pudore.

L’Umbria che più di ogni altro luogo, sembra ispirare serenità e gioia. In nessun altro posto si è testimoniata una fede così intensa, permeata di quel “dare” incondizionato, capace di mettere in disparte il sé per privilegiare di più l’altro, fino ad annullare ogni distanza dettata dall’egoismo, camminando sulle orme di un Gesù che ha dato la sua vita per salvare gli uomini, sui solchi di Francesco che ha sacrificato la sua veste carnale «pur di per portare in paradiso il maggior numero di anime belle» – come lui stesso disse nella Porziuncola, nel suo colloquio con Dio.
E quell’amore si coglie ancora in ogni cosa, permea i colori dei tramonti, lo si ritrova scritto nei volti di uomini e donne che si sono distinti nel tempo per la loro fierezza, per la loro creatività, per il loro ingegno, per quello spirito libero che li rende orgogliosi, legati alle tradizioni.
Comunità dalle radici profonde, che ha saputo mantenere i contatti con un ambiente, con una natura, che si sa, solo se compresa e rispettata sa essere feconda, fino a forgiare identità autentiche e una storia esemplare.

Eccoli allora i paesaggi scolpiti dal vento, immersi nel verde delle colline sinuose; i monti e le valli, gli antichi borghi e i campanili che sembrano scandire il tempo.
Un mix di cultura, tradizioni e sguardi al futuro. In questa terra che non ha sbocchi sul mare la storia è radicata nelle tradizioni che risentono dei passaggi, dei movimenti culturali, degli incontri e anche degli inevitabili scontri che vi sono accaduti.
Così come tutto contempla la sua tavola, dispensatrice di sapori forti, assoluti e genuini.
Un viaggio nei centri più importanti dell’Umbria porta a degustare i buoni vini, a conoscere tradizioni enogastronomiche ed artigianali uniche, a perdersi nelle botteghe in cui si lavora la ceramica, il vetro e il legno.

Ed è obbligatoria anche una visita ad uno dei tanti frantoi sparsi sul territorio; un modo per conoscere la grande sapienza che sta dietro la “conquista” dell’“oro verde”, fiore all’occhiello di tutte le aziende, consorzi oleifici che hanno ottenuto il marchio Dop Umbria. Così come un altro itinerario interessante è quello delle famose “strade del vino”: un percorso fatto di natura, sapori, storia e tradizioni.

Ma questa è anche la regione delle acque. Del Lago Trasimeno, il maggiore lago dell’Italia centrale, nel cui territorio sono presenti, ancora oggi, i resti di insediamenti etruschi.
Le acque cadenti e schiumose delle Cascate delle Marmore nei pressi di Terni, considerate tra le più belle d’Europa. Acque che si tuffano nel fiume Nera con un salto spettacolare di 165 metri, avvolte da una vegetazione rigogliosa, meta di sportivi amanti di canoa, kayak.
Per non parlare del suo gioiello paesaggistico e naturalistico per eccellenza: i Piani di Castelluccio, il Vettore e gli altri rilievi circostanti che dominano un’area vasta che inebria la vista ed è sempre capace di togliere il fiato.
Certo, poi ci sono arroccati sulle pendici delle montagne altri magnifici villaggi a “presepe”, come Bevagna e Spello, tanto per citarne alcuni.
Così come perla incastonata nel suo cuore è Gubbio, la città più antica dell’Umbria, che nel medioevo raggiunse il massimo splendore, e dove domina ancora la cattedrale, il palazzo dei Consoli simbolo della città, il palazzo Ducale, che fanno di questa città un vero e proprio gioiello. Gubbio che a Natale s’illumina con le luci dell’Albero più grande del mondo.
Altri luoghi di fascino tra gli innumerevoli che troviamo in Umbria, sono importante festival musicale jazzistico italiano, conosciuto in tutto il mondo. Nato nel 1973, si svolge nel mese di luglio a Perugia, ma da qualche tempo si anima anche d’inverno con Umbria Jazz Winter, che è ormai diventato un appuntamento imperdibile nel panorama degli eventi regionali.
La cornice perfetta di Orvieto ha permesso alla manifestazione di creare il giusto mix nelle esibizioni live in programma, aggiungendogli quel tocco in più capace di renderla un polo d’attrazione irresistibile. A fine anno dalla tarda mattinata e fino a notte fonda le strade del centro si riempiono di suoni, mentre in giro per la città si respira aria di festa anche grazie a mercatini e alle tante degustazioni offerte ai passanti. Jazz e buona cucina, che viene a fondersi dunque con l’accoglienza genuina della popolazione locale, con i colori e le luci, con la storia e la cultura, con 100 proposte di concerti ed esibizioni dal vivo che arricchiscono il cartellone dei cinque giorni di festival.

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