Giuseppe Buhne ci ricorda che è “l’amore che move il sole e l’altre stelle”

Come annunciato è stata davvero una bella serata di poesie e musica quella passata insieme a Paul Buhne e Maria Sgroi all’Hotel Giò Jazz di Perugia.
Una occasione unica e speciale in cui è stato presentato il volume “All’ombra della vita”, libro di amore e di forti emozioni, che raccoglie i pensieri poetici di Giuseppe Buhne, un italiano emigrato negli anni Sessanta in Australia, dove ha vissuto dedicandosi al lavoro e alla sua famiglia, ma senza mai tradire la sua indole di artista. Pittore, poeta, paroliere.

E anche adesso che Giuseppe ci ha lasciato (deceduto a Sydney il 15 aprile 2010), le sue odi continuano a riecheggiare nell’aria, grazie all’impegno dei figli Pietro Paolo e Lorenzo, che hanno messo in musica molti dei testi raccolti in questo libro.

Da sinistra Maria Rita Chiacchiera, Paul Buhne e Maria Sgroi

Pietro Paolo adesso si trova a Perugia, per un tour tutto dedicato a suo padre. E il primo appuntamento con il pubblico è stato appunto martedì 24 luglio.
Prima Maria Rita Chiacchiera ha voluto dedicare uno spazio alla presentazione degli illustri ospiti e del significato che sta dietro a questa “missione” dedicata alla memoria del padre, che sa combinare perfettamente insieme la forza delle parole e il potere evocativo della musica.

A Guido Buffoni è toccato il compito di illustrare il pregio e il valore intrinseco degli scritti, ricordando di fatto come in quelle pagine lasciate da Giuseppe Bhune sia racchiuso il potere visionario di una vita appassionata e ricca di curiosità e di sogni.
DSCN9152.JPG Maria Sgroi ha commosso il pubblico con la sua bella interpretazione delle poesie tratte dal libro. Mentre a fare da sottofondo la musica del pianista .

Il momento più emozionante è stato quando Paul ha imbracciato la chitarra e ha cantato le canzoni che hanno preso spunto dal libro. Opere concepite con passione e tutte dedicate alla memoria dell’amato padre.

Le conclusioni le ha tratte il giornalista Francesco Castellini, che di fatto ha messo in risalto come il filo conduttore di tutta una vita sia stato per Giuseppe l'”amore“.
Vale a dire quel forte sentimento che fa battere forte il cuore e che a lui lo ha spinto ad inoltrarsi verso le più audaci avventure, tenendolo però sempre ben attanagliato ai suoi tesori più cari, la moglie, i figli, la sua adorata famiglia.
Un attaccamento e una passione mai doma, che al di là dei viaggi che lo hanno condotto oltre i confini più estremi, svela come dentro ognuno di noi sia una custodita una energia sovrumana, che non dev’essere mai ostacolata, ma anzi assecondata e favorita, a patto di non tradire mai la propria identità e la propria anima che si riflette negli occhi delle persone amate. Perché solo così la vita ha un senso e ci rivela i suoi contenuti migliori.
Senza di lei io non sarei che il nulla, io non esisterei” – sono le parole di Giuseppe.

Che poi in fondo è ciò che narrava Dante nel suo Paradiso quando osannava “l’amor che move il sole e l’altre stelle”.

Insomma tutto parte da lì, e chi pensa di poterne fare a meno è solo un povero cristo destinato alla più buia solitudine e a non lasciare traccia alcuna del suo grigio e inutile passaggio.

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