Anonima Frottolisti inaugura il festival “La memoria del suono”

di Stefano Ragni – Nel chiostro di Sant’Anna di Perugia la Scuola di Musica La Maggiore ieri sera ha inaugurato la seconda edizione del suo festival “La memoria del suono” con un interessantissimo concerto di musica medievale affidato a un complesso di specialisti, l’ensemble Anonima Frottolisti.

Sotto questa dizione simpaticamente evocatrice si raccoglie una pattuglia di musicisti di alta specializzazione, capaci di prodursi in una serie di combinazione suonando quegli strumenti che siamo soliti vedere nei quadri e negli affreschi del Medioevo.

Massimiliano Dragoni, nel concerto ha suonato il salterio, e il set di campanelle sospese, molto più numerose di quelle che vediamo percosse dalla gotica signora effigiata nella formelle della musica della nostra Fontana Maggiore. Luca Piccioni ha professionalmente agito con la voce e il liuto, e analogamente Andreina Zatti con arpa gotica e voce, Alessio Nalli con flauto, bombarda e cornamusa; Simone Marelli ha cantato appoggiando sul ginocchio un evocativo organo portativo, di quelli che si suonano con una mano sola. Lo facevamo gli angeli musicanti.

Nell’oscurità suggestiva del chiostro, sulla pedana illuminata a giorno si è rievocato il mito di un Medioevo cantante e risonante: sarà stata un epoca buia, ma la musica contribuiva in maniera determinante a rischiarare le tenebre.

Lo spettacolo aveva l’indicazione di “Quadrangulae” , termine con cui si indicava la placchetta metallica cone le immagini di Pietro e Paolo che i pellegrini riportavano al ritorno dal viaggio a Roma: percorso salvifico, meta di devozione, termine “ulta quem non” di una rinascita spirituale. Ancora oggi, ricordava Dragoni nella sua presentazione, si va a Roma per lo stesso motivo.

E di pellegrinaggi si è trattato nel concerto scandito dai momenti liturgici e paraliturgici che facevano parte della cultura del viaggiatore sacro, colui che, ritmando sui suoi passi distanze infinite, era anche portatore di tradizioni diverse che entravano a contatto con quelle dei paesi visitati e percorsi. Condizioni che creavano il primo tessuto connettivo di un’Europa che cominciava appena a riprendersi dalle distruzioni dei “migranti” dell’epoca.

I Frottolisti hanno così intessuto un percorso pieno di suggerimenti e di documenti sonori che dal florilegio del canto gregoriano ha assunto pian piano le sembianze della polifonia, primo segnale di uno sviluppo intellettuale che la musica annotava con la sua capacità di assimilare nuovi idiomi e inedite combinazioni. Dal “Verbum bonum” del manoscritto della Biblioteca del sacro convento di Assisi, ai documenti di Cividale, ai reperti della nostra Biblioteca Augusta al “Sonet vox”, al “Salve virgo” di Oxford, voci e strumenti si sono alternati in una successione cronologica che, consequenziale al motto delle Metamorfosi di Ovidio, “in nova fert animus mutata dicere formas”, si rivelava emblematica di una sensibilità che, mantenendo il contatto con la tradizione delle origini, assumeva nuove sembianze per far progredire una sensibilità sempre più accorta e più interessata allo sviluppo della società civile. I monasteri, con le loro immense biblioteche, conservavano, ma anche suggerivano e offrivano i mezzi della rinascita e della crescita,

Di qui l’interessante ascolto dei pezzi conservati nel monastero di Montecassino, poche pagine rispetto a ciò che le bombe degli alleati hanno distrutto. E risultava di una certa emozione l’ascolto di uno dei primi pezzi firmati da un autore certo: si è trattato del “Salve Regina” di Marchetto Cara, e siamo già del primo Cinquecento, forse negli anni in cui il musicista mantovano, dichiarato uxoricida, si era rifugiato alla corte di Urbino.

Approdati alle soglie del Rinascimento i Frottolisti hanno concluso con due pezzi trascinanti, il “Fortuna desperata” della Biblioteca Augusta e il “Salutiam devotamente” dal manoscritto di Gualdo Tadino, dimostrando come ormai il volgare abbia raggiunto pari dignità col latino.

Serata di alta cultura, di informazione e di godibilissimo ascolto.

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