Isabel Lacabana, cantante argentina alla Stranieri

di Stefano Ragni – Isabel Lacabana è una studentessa dei corsi di lingua dell’Università per stranieri: viene dall’argentina, da Mar del Plata, ed è una emigrante “di ritorno”, ossia una discendente di quanti, all’inizio del secolo scorso, lasciarono l’Italia prostrata dalla Grande Guerra per un viaggio che voleva dire fuga dalla fame e dalla miseria.

Niente come le parole della canzone napoletana “Santa Lucia lontana”, che è del 1919, hanno meglio sottolineato il dolore di un distacco che voleva dire un salto nel vuoto verso una terra lontana e sconosciuta.

Isabel ha una particolarità, quella di essere una cantante lirica professionale e di vivere nella città in cui è nato un altro grandissimo musicista di origine italiana, Astor Piazzolla, nepote di un emigrante di Trani.

La presenza di Isabel sui banchi della Stranieri è quella comune a molti altri cantanti lirici, approdati ai corsi perugini per perfezionarsi nella lingua in cui si canta nei teatri d’opera di tutto il mondo.

«Sono venuta in Italia per la prima volta nel 2011 per un breve tirocinio di lingua, a Trieste, – dichiara Isabel. – Ma l’italiano lo avevo già studiato nella mia città, prima alla scuola media, poi all’Università. Al mio ritorno ho chiesto alla mia insegnante, Angela Gomez dove avrei potuto continuare a studiare e lei mi ha parlato appassionatamente della Università per stranieri di Perugia e ha molto insistito perché mi iscrivessi. E questa è stata anche l’occasione per conoscere i paesi da cui venivano i miei bisnonni: Chieti, Salerno e Palermo. In particolare ho visto il paese di mio bisnonno Nicola Ciarrapico, che veniva da Tomareccio, in Abruzzo. E’ stata un’esperienza bellissima, e emozionante. Sono certo che lui e tutti i miei familiari che lasciarono l’Italia, sarebbero orgogliosi di sapere che sono tornata qui per studiare e cantare. E anche per essere felice».

Viene da una delle zone più australi possibili, Isabel, ma la sua professione l’ha portata a cantare nei teatri e nelle sale da concerto del suo paese una notevole quantità di repertorio in lingua, che spazia dal barocco alla modernità. Eccola quindi elencare brani dall’Oca del Cairo di Mozart, Haendel di Ariodante e di Orlando, il Menotti di The telephon, la Gilda di Rigoletto, il “Mio babbino caro” di Puccini.

Inutile poi chiederle della musica argentina, da Guastavino a Piazzolla, fino ai tangos più famosi, “Invierno portegno” di Piazzolla, e il suo “Morir a Buenos Aires”, cantato anche da Mina. E aggiunge “Naranjo en flor” di Exposito, “El corazon al sur” di Eladia Blazquez e lo struggente “El ultimo café” di Stamponi.

Domani (martedì 28 agosto) pomeriggio, alle 18 Isabel canterà per i suoi compagni di studi a Palazzo Gallenga. E sarà per lei l’occasione di sottolineare la sua gratitudine per una Università dove è stata accolta con molta umanità, per maturare una esperienza della sua vita che le ha trasmesso gioia e entusiasmo per il suo canto e per la sua vita.

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