Agimus e “Il canto dell’anima, tributo alla donna”

di Stefano Ragni – Con la dizione “Il canto dell’anima, tributo alla donna” il coro dell’Università  degli Studi di Perugia ha realizzato il tradizionale concerto che, per l’8 marzo, l’AGiMus  offre da antica tradizione alla città.
Il pur modestissimo impegno economico richiesto agli ascoltatori ha falcidiato le presenze, ma chi ieri pomeriggio c’era è rimasto soddisfatto di uno spettacolo senza lacrimatoi, nitido, drammaticamente energico.
Certo, in una città che vede i massimi livelli regionali istituzionali affidati a donne peraltro volitive e capaci, parlare di eguaglianza di opportunità suona quasi iconico, e ci riferiamo, come potete capire,  a presidenti-presidentesse e assessori- assessoresse. Ma visto che in altre parti del mondo non è così, assumiamoci ancora una volta sulle spalle le colpe e le manchevolezze degli altri.

Senza recriminazioni e autoassolvimenti, dicevamo, dal momento che quel che di documentativo veniva letto dalla pedana da Mirella Damiani e Vanna Ugolini, riguardava soprattutto due tesi di laurea sul tema delle situazione della donna che sono state premiate dagli organi dell’ateneo e di cui sono stati letti alcuni stralci, uno dei quali, riguardanti le donne nel Kosovo, era di particolare pregnanza. Come è risultata preziosa la riesumazione della vicenda di Franca Viola che viene oggi ricordata solo da chi ha oggi una certa, notevole età.

E l’occasione era propizia per annunciare al pubblico che il coro avrà il suo nuovo presidente nella figura di Valentina Albiani, altro tassello, peraltro graditissimo, di una regione che è verde, ma tende tanto al rosa.

Dal coro, con le ragazze ornate di una squillante sciarpa rossa, venivano inizialmente le salmodie della Vergine Madre della Suore Trappiste di Vitorchiano e dell’Ave Maria di Saint-Saens. Indi una veloce sterzata verso i paradisi della melodiosità con canti di Callcott, dello svedese Esenvalds, negro spirituals e il Kyrie della Jazz Missa di  Chilcott Tutte musiche non problematiche che servono ai componenti del coro per unire impegno vocale a spirito di rilassamento. Cosa che poi avviene anche nel Morricone di “C’era una volta il West” e il conclusivo I’m gonna sing.

Due componenti del coro, il soprano Elena Vigorito e il basso Francesco Palmieri, accompagnati al pianoforte da  Francesco Andreucci hanno cantato Bach e Verdi.

Ha diretto tutti Marta Alunni Pini che da anni conduce una formazione corale che è stata e continua ad essere una bella vetrina delle potenzialità dell’ateneo. E visto che siamo in campagna elettorale, i candidati presenti in sala avranno avuto l’opportunità di convincersi che  continuare a valorizzare  il coro è un bell’investimento umano e culturale.

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