A palazzo Gallenga due cori senza età

di Sfefano Ragni – «Stasera ascolterete una musica senza età». Così ieri pomeriggio Salvatore Silivestro, presidente nazionale A.GiMus, nell’aula magna di palazzo Gallenga, piena di un pubblico festoso e in gioiosa attesa.

Concerto dai connotati molto particolari quello che ha unito due cori, la formazione dell’ateneo internazionale e il piccolo nucleo dei cantori della Università delle Tre Età, presente in forze coi suoi dirigenti, Annamaria e Daniele Ricciarelli ed Evira Carrese.

Occasione rara di una musica in concordia come ha ricordato il prorettore Dianella Gambini che parlava a nome del rettore Giuliana Grego Bolli,  personalmente fervida sostenitrice delle attività musicali dell’Università per Stranieri.

9b45baae-ec18-4641-8ebb-956e680fde1d«Nella stagione autunnale della vita – ha detto la professoressa Gambini – scoprire o riscoprire la bellezza della musica e farsene portatori, armonizza l’età di ogni cantore con la felicità di sentirsi parte viva di un organismo  gioioso. E’ forse una possibile risposta agli enigmi della Sfinge  soprattutto quando in una occasione come quella corrente, la internazionalità dell’ateneo si fa portatore anche di una territorialità accentuata dalla presenza della Unitre, una delle più “storiche “ tra quelle italiane».

La prima parte della serata è stato sostenuta dal coro Voci dal Mondo, formazione vocale di palazzo Gallenga curata con anima e vigore dal suo maestro, Alberto Bustos. Un personaggio capace di lavorare in condizioni difficili come chi, ogni tre mesi, vede sfaldarsi il suo coro e  deve praticamente ricominciare con nuovi studenti, nuovi volti, nuove aggregazioni. Per esperienza e per carattere Bustos ha assunto il suo ruolo con estrema serietà e offre i prodotti migliori della sua operosità.  Dopo l’ottimo concerto di poche sere fa a s. Antonio abate, anche ieri Bustos ha guidato i suoi ragazzi nelle tradizioni sonore dell’Andalusia, della Sardegna, del Salento, della Bulgaria, ritagliando un posto particolare al negro-spiritual “We shell overcome”,  emblema sonoro delle lotte antirazziste degli Stati Uniti,  ma anche segnale della resistenza alle dittature sudamericane degli anni Settanta.

860483e2-2fe5-4e53-ad8b-518ae18fb748Un ragazzo del coro, Giovanni Varchetta, ha cantato una romanza di Tosti accompagnato da Barbora Ikova.

Al passaggio delle consegned Giuliana Milletti ha disposto in pedana la sua piccola formazione delle Tre Età. Ed è stata una gioia percorre motivi di operetta e canzoni italiane d’amore tra le due guerre, dal Cavallino Bianco a Danzi attraverso gli inossidabili motivi di Bixio e Cherubini, un repertorio  estremamente piacevole  sostenuto con sorprendente efficacia.

I “sempreverdi” cantori erano accompagnati dal pianoforte di Fabio Berellini e dalla fisarmonica di Federico Gili.

Serata di piena soddisfazione, formula di ripetere i  ogni sede e in ogni circostanza per quel senso di comunicazione che solo la musica corale sa creare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...