Ventunesima edizione del premio Zangarelli

di Stefano Ragni – Duemila giovani musicisti per un totale di oltre tremila audizioni. Una commissione di giurati che ha le dimensioni di un battaglione e ambulanze e auto della protezione civile a presidio della sicurezza di questo piccolo esercito di giovani musicisti delle scuole secondarie di primo grado e dei licei a indirizzo musicale per essere presenti al concorso che la scuola Pascoli-Alighieri ha indetto per questi tre giorni. Il san Domenico, poi, è letteralmente invaso  da trentasette formazioni orchestrali e corali, secondo quel progetto del “buon governo musicale” che tanti anni fa riconoscemmo  alla cittadina tifernate  che rispose all’utopia del professor Angelini, il creatore del festival delle Nazioni.

fb383933-55b0-40e2-aa05-b84bfa30ef32Oggi, nella concretezza di tempi in cui l’educazione musicale sembra sprofondare nel baratro dell’indifferenza e dell’alienazione, neanche fossero, all’inverso, i tempi di Marcuse e di  Horkheimer, Leonora Baldelli e Marcello Marini, feroci promotori dell’iniziativa didattica,   mostrano i dati di un progetto che nacque ventuno anni fa, dalle animose disposizioni di un grande uomo di educazione, il professor Zangarelli.

Fare di Città di Castello il centro di una proposta che privilegiasse l’approccio dei giovani alla pratica della musica dà oggi i suoi frutti migliori. Cifre importanti coprono, con presenza umane,  tutte le strutture recettive del territorio, alberghi, agriturismo, ristoranti. Il che rivela anche un non trascurabile lato economico della situazione. Dal Piemonte alla Sicilia solisti, gruppi da camera e nuclei vocali orchestrali si sono messi in auto e in autobus per essere presenti a un certame che + senza dubbi tra i migliori nel nostra paese: ne sono indicatori  i non pochi tentativi di imitazione che sono sbocciati dopo le sue affermazioni.

L’alta Umbria, terra di prospettive montefeltresche, apre i suoi luminosi orizzonti a un vero e proprio “percorso di istruzione” che vede l’intera amministrazione comunale schierata a favore  di un evento che fa circolare l’immagine di una città che sembra non volersi arrendere alla incombente situazione di crisi che investe tutte le attività musicali. Di quella musica, ovviamente, che è marcatore di civiltà e di autocoscienza di queste giovani generazioni dello smart-phone e dello sballo. Chi studia uno strumento e opera in gruppi di lavoro che richiedono una costante esigenza di crescita e di aggiornamento  non ha tempo per andare a picchiare disabili o a bruciare senza tetto. E i casi li abbiamo tutti, innegabilmente,  sotto i nostri occhi.

“Il concorso, ha sottolineato il dirigente scolastico della Alighieri-Pascoli, Filippo Pettinari, ha da sempre come obiettivo la valorizzazione dell’aspetto educativo e didattico della scuola musicale, di importanza assoluta per la crescita e la maturazione dei giovani protagonisti. Una prova di vita che, nonostante lo spirito serrato dalla gara, viene vissuto dai ragazzi in un clima di amicizia e di serenità. Attraverso le sue edizioni lo Zangarelli è diventato una prestigiosa vetrina per la città che in questi ultimi venti anni ha normalizzato e accentuato la sua prospettiva di turismo culturale”.

In una regione che ancora non ha trovato il suo assetto ottimale della valorizzazione delle sue emergenze artistiche e paesaggistiche, la voce che si alza da Città di Castello, il balcone dell’Umbria verso le terre di Piero della Francesca, vuol essere una carta da giocare prima che il festival delle Nazioni si apra all’edizione della Via della Seta, quella dedicata alla Cina.

Da parte sua l’Alighieri-Pascoli si è attrezzata con proposte come quella di stasera, alle 21, alla sala convegni della FAT (Fattoria autonoma di tabacchi di via Oberdan).

Il trio “Groove tribù” di Riccardo Bigoni, Mauro Giorgeschi e Matteto Marini proporrà al pubblico una trascinante serata dei ritmi etnici.

A tale proposito va ricordato come la Fondazione Geld abbia propiziato la acquisizione di una nuova aula nella sede di via della Tina. Lo spazio è stato attrezzato con strumenti a percussione che si rivelano ideali per una facile trasmissione di valori musicali come batteria, timpani, marimba xilofono e glockenspiel. E’ stato lo stesso dirigente scolastico Pettinari a ricordare come l’aula  sia stata ricavata da spazi di una zona dismessa, completamente riqualificata da insegnanti e preside, Riccardo Cuccolini, artefici della bonifica di arredi e riverniciatura.

A proposito della donazione di strumenti   il presidente della fondazione Geld, Pierpaolo Pieroni, ha sottolineato come il gesto sia motivato dalla volontà di ricostruire una piccola “cattedrale della cultura” e favorire l’apprendimento della musica sin dalla giovane età, Un passo ritenuto doveroso nel contesto di una società avanzata.

L’assessore Fernanda Cecchini, a proposito dello Zangarelli, ha parlato di  una scommessa vinta già venti anni fa. Ora il concorso è radicato e strutturato in una dimensione che non ha eguali nel paese. E viene per di più organizzato da una scuola della città che gestisce  il progetto con la generosità dei suoi componenti.

Squadra vincente.

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