“Musica al crepuscolo” sulla terrazza di Palazzo Ranieri di Sorbello

di Stefano Ragni – Uno straordinario concerto per inaugurare la quarta edizione di “Musica al crepuscolo”, suoni e lettura sulla terrazza di Palazzo Ranieri di Sorbello, una delle poche magioni aristocratiche cittadine che si apre con frequenza e con efficacia alla cultura. Un’occasione propizia anche per “fare turismo”, secondo modalità di successo che, come dimora storica e come contenitore dell’ormai mitico Pozzo Etrusco l’edificio che ospita l’antica famiglia perugina realizza con risultati positivamente accertabili.

Lunedì sera, verso le diciannove, quando ormai il sole è dietro la gobba a ponente dell’acropoli e la vista su san Domenico comincia a trascolorare nella sua abituale tinta azzurrina, gli ospiti che si erano goduti una visita guidata nelle sale del palazzo che ospitano quadri, arazzi e porcellane, sono sciamati nel salone di pianoterra per godersi una serata dai collaudati contorni spettacolari. Musica e letture si sono succedute con una articolata prospettiva di memorie storiche e di stimoli sonori tra i più idonei che potessero essere proposti in un luogo così consono ad accoglierli.

Innanzi tutto il professore Ruggero Ranieri ha tenuto a ricordare che tra poco la sua famiglia celebrerà il cinquantesimo della scomparsa di Uguccione Ranieri, l’insuperabile protagonista di un giornalismo argomentativo e documentativo con cui gli americani degli anni 50, attraverso la lettura delle pagine della rivista Italian Scenes poterono conoscere aspetti salienti della cultura italiana, da Leonardo a Maria Callas. La progressiva lettura di Italian Scenes, personalmente e unicamente redatto da Uguccione costituisce tuttora un incredibile terreno di ricerca in cui il professor Ranieri sta operando con una studiosa come Antonella Valoroso. Il materiale costituirà la base di una mostra con cui il prossimo anno la città potrà finalmente ricordare uno dei suoi cittadini più insigni.

E di Uguccione erano poi le letture che hanno costituito il fulcro della serata. Innanzi tutto “La bella in mano al boia”, uno dei libri più letti di ciò che è scaturito, negli ultimi cinquant’anni dalla scrittura perugina. Non passa un giorno che non se ne vendano almeno un pio di copie, asserisce il prof. Ranieri che presenta ora la traduzione in lingua francese operata da Chainez Ragzallah. Professionista culturale parigina Chainez apparve un pio d’anni fa all’Università per Stranieri, conobbe la cronaca del Seicento perugino redatta da Uguccione e si accinse a una traduzione che oggi è realtà Due i brani recitati in francese, intercalati a un ascolto di un articolo della “Nazione” che Uguccione redasse nel 1961 a proposito della salvaguardia delle coste della Maremma minacciate dalla cementificazione. Dopo questa lettura, operata da Antonella Valoroso, Nathaniel Sloan, stagista della Cabot University ha permesso l’ascolto di un brano con cui Uguccione descriveva New York nel suo primo viaggio negli States.

Piuttosto corposa è stata la presenza della musica, a cominciare dall’ingresso, dal fondo della sala di Onno Verschoor che è entrato improvvisando sul flauto dolce. I perugini lo conoscono come fondatore della Accademia Amsterdam, un complesso che si esibisce ogni anno sia all’Università per Stranieri che a palazzo della Penna. La sua versificazione sonore sia del flauto che dei due oboi barocchi che impugna alternativamente ha consentito l’ascolto di pagine Alessandro Marcello e di Haendel con una realistica compenetrazione con un luogo che risale all’epoca. Oltretutto Onno, presentando i suoi strumenti, ricorda come l’estetica barocca prevedesse che lo strumento fosse il più vicino possibile alla voce umana e c’è da dire che la sua perfetta tecnica esecutiva ha reso ragione all’assioma.

Sendda titolo-1In duo col chitarrista Alessandro Zucchettini Onno ha suonato anche Faurè, Giuliani, Piazzolla e Satie. Mentre scendeva la sera e si allungavano le ombre sulla mole di san Domenico la musica continuava a fluire con un processo di osmosi col paesaggio. E questo è possibile solo in una sala che si affaccia sull’infinito della pianura umbra. Compiacimento di tutti per un livello qualitativo di un appuntamento che avrà una sua continuazione lunedì prossimo. Da segnalare la presenza dell’assessore Leonardo Varasano che, anni fa fu collaboratore della rivista Diomede, un’altra delle iniziative editoriali che fanno di palazzo Ranieri di Sorbello una vera officina di iniziative culturali e politiche.

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