Duello sulla tastiera fra Adalberto Riva e Massimiliano Genot

di Stefano Ragni – Singolare sfida nel teatrino di palazzo della Corgna per una riuscitissima serata del festival di musica da camera di Marzia Zacchia.

IMG-20190824-WA0001Due pianisti di rilievo, come ai tempi antichi, impegnati a sfidarsi per dimostrare l’eccellenza dell’uno sull’altro. Si faceva, soprattutto nei salotti aristocratici: chi vinceva passava nelle cronache e magari finiva in qualche romanzo. Un personaggio caro alla storia del festival castiglionese, Adalberto Riva è tornato a farsi applaudire in compagnia di un altrettanto valido collega, Massimiliano Genot, per ricreare uno spettacolo totalmente coinvolgente, ricco di spunti spettacolari e sorretto da una straordinaria competenza storica.

Ieri sera i due pianisti sono entrati nel teatrino come sempre affollato, brandendo due modelli di antiche pistole: se le sono puntate addosso e hanno iniziato la disfida.

Le rievocazioni erano del tutto pertinenti a cominciare da quel certame che nel 1709 coinvolse nelle sale dei cardinali romani Haendel e Scarlatti. Era ancora il tempo dei clavicembali, ma per l’occasione di ieri il Petrof dell’amministrazione comunale ha dovuto ricorrere a tutta la sua solida fattura dei tempi della Guerra Fredda per sostenere l’assalto dei due pianisti, che sono due virtuosi che non la mandano a dire a nessuno. Ha cominciato Adalberto, nelle forbite vesti di Scarlatti e lo ha rintuzzato Massimiliano con un Haendel di matrice inglese, le ferrose variazioni sul tema del Fabbro Armonioso. Per la verità annalistica Scarlatti vinse sul cembalo, ma Haendel trionfò, successivamente, sull’organo.

Entrati nell’era classica ecco la disfida a Vienna tra Mozart e Muzio Clementi. E’ Adalberto a impersonare il pianista e imprenditore romano, la vera figura dell’innovatore del pianoforte preromantico, suonando il primo tempo di quella Sonata il cui tema verrà trasfigurato da Mozart nel Flauto Magico. Mozart dovrà incassare il verdetto, dettato soprattutto da motivi di cortesi verso un ospite illustre, ma non si tratterà, più tardi, dal descrivere il virtuoso romano come un funambolo ai limiti del pagliaccesco.

Quando è la volta della successiva competizione tra Beethoven e Joseph Wolfl si sente ancora una buonissima musica. Riva rispolvera il primo tempo di una sonata in do minore che ci ha fatto ascoltare un paio d’anni fa: musica straordinaria che scaturisce dalla scuola di Leopold Mozart e che rivela tratti innovativi di grande coinvolgimento. Genot, a sua volta, impersonando Beethoven ne rievoca la grande capacità di innovatore, scorrazzando sulla tastiera prima di imprimervi i ritmi martellanti della sonata Waldstein, esaltata da un vero furore. E si va all’ultimo confronto: Liszt e Thalberg. Se ne interessò anche Heine, visto che la serata si svolgeva a Parigi, nel 1837, in casa della principessa di Belgioioso e la posta in gioco era la beneficenza per i poveri esuli dei moti insurrezionali italiani. Thalberg è il migliore dei pianisti, Liszt l’unico, sentenziò la nobildonna milanese, anche lei costretta all’esilio. Nello specifico ci abbiamo guadagnato noi, con due versioni funamboliche: la rapsodia ungherese, il Carneval di Pecs di Liszt, che era Adalberto, e le variazioni sulla Muta di Portici di Auber, prese in ostaggio da Massimiliano per farne gustare il sottile aroma che emana dalla cantabilità tutta sognante del pezzo, con una tarantella finale che non ha eguali per la sovrapposizione della scrittura virtuosistica alla danza popolare più famosa d’Italia.

Deposte le pistole è il momento della concordia e i due rivali si siedono insieme per suonare, a quattro mani, un pezzo di Grieg. Anche questo trascinante. La pagina finale, per esplicito desiderio di Marzia Zacchia, è stata dedicata a Roberto Manfredini, il direttore d’orchestra che fu ospite del festival in altre edizioni. La sua recentissima scomparsa ci ha privato di un gentiluomo della musica, ed è stato giusto salutarlo così.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...