Regionali, a sinistra è di moda il gioco dei “Pacchi”

di Francesco Castellini – Questa storia che non si riesce a trovare un candidato alle Regionali che vada bene sia al M5S che al Pd, sta sconfinando nel ridicolo.
I prestigiosissimi personaggi messi in campo fino ad oggi hanno pensato bene di defilarsi prima di entrare in campo, tanto da riportare alla mente la trasmissione televisiva “Affari tuoi”, dove il concorrente ad un certo punto decideva di rinunciare formulando la famosa frase “ringrazio il dottore, ma rifiuto l’offerta e vado avanti”.
Che poi è la stessa cosa che hanno detto in ordine di successione Brunello Cucinelli, Fausto Cardella, Catia Bastioli.
E così ad una settimana dalla chiusura delle liste non c’è ancora un nome unico su cui scommettere.
Sì, è vero, rimane in piedi Andrea Fora, appoggiato dal commissario dem Verini, ma il suo piedistallo non fa che tremare fortemente fin dall’inizio, soprattutto dietro le decise sollecitazioni a farlo uscire di scena perpetrate con determinazione dal Movimento 5 Stelle.
E dunque si va avanti fra uno sketch e l’altro, ma sempre navigando al buio.
Fino a dover assistere ad un’altra buffa quanto squinternata sceneggiata.
Come altro chiamarla questa commedia goldoniana in cui adesso i grillini propongono la sindaca di Assisi Stefania Proietti e quelli del Pd, con una punta di amarezza e delusione, si affrettano a rispondere picche. Per voce di Valeria Cardinali, che afferma: «La Proietti no, per il Pd i sindaci devono finire il loro mandato».
Col deputato grillino Filippo Gallinella che le risponde a stretto giro posta con una dichiarazione all’Adnkronos: «Dovremmo sostenere Stefania Proietti, con o senza Pd».
E si dice in effetti che potrebbe andare a finire proprio così, con i duri no-Fora che starebbero preparando il piano B: una lista dei “delusi M5S”, alleata del terzo polo in una coalizione senza Pd e guidata da Stefania Proietti.
Dunque, fra bizze, crucci, bronci e incomprensioni, non è nemmeno escluso che alla fine l’annunciata coalizione giallo-rossa possa naufragare prima di nascere, lasciando così campo libero al centrodestra di Salvini che in Umbria è pronto a raccogliere con la Tesei una messe di consensi come da queste parti non si era mai visto prima.

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